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Trofeo Italiano Amatori - I campioni 2016 [03-10-16 09:12 by staff GoNBike.com] 

Al Mugello vincono Perrone e Munerato (600 Base), Ticini e Giusti (600 Avanzata),

Scalbi (600 Pro), Porcelli (1000 Base), Pezzi (1000 Avanzata) e Napoli (1000 Pro)

IL TROFEO ITALIANO AMATORI HA ASSEGNATO I SEI TITOLI 2016

I campioni sono Zampedri (600 Base), D’Ettorre (600 Avanzata), Cloroformio (600 Pro),
Chiesura (1000 Base), Jondini (1000 Avanzata) e Vacondio (1000 Pro)

Sei date in calendario sulle piste più importanti d’Italia, sette prove per ciascuna categoria, un parco piloti che ha superato le 200 unità: il Trofeo Italiano Amatori, la più longeva tra le formule nazionali di moto velocità per i non-professionisti (e tuttora quella di maggior successo), ha concluso al Mugello la sua edizione 2016, sedicesima della serie, con un week end ideale. Tutte le gare hanno avuto infatti uno svolgimento regolare e sono risultate incerte e combattute proprio come si addice ad un finale di stagione.



La sesta tappa del 2016 ha così laureato i sei campioni che sono Vincenzo Zampedri (600 Base), Marco D’Ettorre (600 Avanzata), Michele Cloroformio (600 Pro), Riccardo Chiesura (1000 Base), Stefano Jondini (1000 Avanzata) e Yuri Vacondio (1000 Pro).



I vincitori delle singole prove sono stati invece Raffaele Perrone e Stefano Munerato (doppio round della 600 Base), Guido Ticini e Fabio Giusti (doppio round della 600 Avanzata), Filippo Scalbi (600 Pro), Fabio Porcelli (che ha siglato una doppietta nel doppio round della 1000 Base), la wild card Davide Pezzi (1000 Avanzata) e Federico Napoli (1000 Pro).



La premiazione dei campioni del Trofeo Italiano Amatori 2016 si svolgerà a Verona, nell’ambito del Motor Bike Expo 2017 (20 – 22 gennaio, Veronafiere).



600 Base – Avanzata

Vincere un campionato avendo iniziato a correre all’alba degli “anta”. Perdere un campionato, che sembra ormai vinto, ad una curva dalla fine. Vincere un campionato a 48 anni, a sei stagioni dall’ultima esperienza agonistica, e dedicare il titolo alla propria moglie perché “permette di fare tutto ciò”.

Ecco, in tre frasi, la sintesi non solo dell’ultimo round ma anche dell’intera stagione della classe 600 Base – Avanzata; titolare di ognuna delle situazioni descritte sono, rispettivamente, il romano Marco D’Ettorre (Honda), 41 anni, che dopo un’ormai remota apparizione in pista, nel ’99, ha ripreso a gareggiare nel 2015 ed ha conquistato il titolo della 600 Avanzata; il suo avversario Guido Ticini (Yamaha), gentleman driver umbro di 46 anni che, dopo aver disputato una gara impeccabile, tutta d’attacco, ha chiuso al secondo posto nello stesso raggruppamento; il quarantottenne bresciano Vincenzo Zampedri (Yamaha), imprenditore nel settore alimentare, che solo quest’anno ha assaporato il gusto della vittoria ed ha coronato il suo sogno imponendosi in un’equilibratissima 600 Base.

Tra i due “litiganti” della 600 Avanzata ha goduto, come detta il vecchio adagio, il terzo, in questo caso il trentacinquenne bolognese Fabio Giusti (Yamaha) che ha avuto il grande merito di lottare per tutta la gara con Ticini, di condurla anche per quattro delle dieci tornate, e di farsi trovare pronto, mentre si preparava alla volata finale, ad approfittare della situazione creatasi con alcuni doppiati che hanno costretto Ticini a rallentare. I due si sono dunque scambiati le posizioni che avevano occupato al termine del round del sabato.

Nella Base il successo di tappa è andato invece al milanese Stefano Munerato (Yamaha) che ha preceduto la wild card Bernoni (Honda) e il neo-campione Zampedri; a soli 3 decimi dal bresciano è giunto il trentunenne laziale Raffaele Perrone (Yamaha), vincitore al sabato, che avrebbe dovuto sopravanzare Zampedri per puntare alla vittoria in campionato.

La cronaca parla di una pista ancora umida in alcuni tratti e delle prime tre posizioni assolute monopolizzate, rispettivamente, dall’accoppiata Giusti – Ticini e da D’Ettorre. Alle spalle dei primi si sono messi in evidenza anzitutto il romano Giorgio Cannone (Yamaha), quarto fino a due giri dalla fine e poi sesto sotto la bandiera a scacchi, e poi la splendida coppia formata dai napoletani Dario Sequino (Yamaha) e Marco Salineri (Kawasaki) che se le sono date di santa ragione per l’intera corsa e hanno poi chiuso al quarto e quinto posto. Alle spalle di Cannone si sono classificati, nell’ordine, Fellegara (Yamaha), Chiavari (Honda), Gibertoni (Kawasaki), Zamboni (Yamaha) e Zappon (Honda), tutti capaci di dire la loro in questa spettacolare ed affollatissima categoria.

Una chiave di interpretazione del finale al cardiopalma della 600 Avanzata si trova nella lettura dei tempi sul giro: al nono e penultimo Ticini stampa il suo tempo migliore (2’03”2), conquista il primo posto e, con D’Ettorre terzo, si cuce virtualmente lo scudetto sulla tuta; al decimo e ultimo Giusti segna a sua volta la tornata più veloce (2’03”0), Ticini trova due doppiati alle Biondetti, che è costretto a percorrere in terza e frenando, e il bolognese può impostare la volata, precedendo l’avversario di appena 17 millesimi di secondo. E a sancire il tutto sono i sorrisi e i complimenti reciproci che, senza recriminazioni, vincitori e vinti si scambiano sul podio, con estrema sportività: solo 10 punti, alla fine, separano D’Ettorre da Ticini mentre più netta (90 punti) è l’affermazione di Zampedri su Perrone.

Classifica 600 Base: 1. V. Zampedri, p. 1020; 2. R. Perrone, p. 930; 3. S. Munerato, p. 760.

Classifica 600 Avanzata: 1. M. D’Ettorre, p. 1110; 2. G. Ticini, p. 1100; 3. F. Giusti, p. 870.



Classe 600 Pro

Nonostante il ritiro per una scivolata, avvenuto poco dopo la conclusione del primo passaggio, il lucano Michele Cloroformio si aggiudica il titolo della classe 600 Pro davanti al calabrese Pietro Osnato, entrambi su Yamaha, al quale non è bastato il secondo posto per scavalcare il rivale nella classifica assoluta.

La gara ha visto una partenza bruciante dalla seconda fila di Osnato che ha preso subito il comando della corsa, chiudendo in testa il primo giro, ma poco dopo è stato rilevato dal pesarese Filippo Scalbi (Honda), fermamente intenzionato a bissare il successo già ottenuto in questa pista alla fine di agosto. Intenzioni immediatamente confermate visto che al passaggio successivo vanta già un paio di secondi su un terzetto formato oltre che da Osnato anche da Cristian Redaelli e dalla wild card Samuele Cini.

A metà gara, con Scalbi sempre più solitario al comando della corsa, dietro si ricompattano ben otto piloti ma l’incremento del gruppo e la bagarre che ne consegue, fa solo si che il battistrada guadagni ulteriormente terreno, tanto che nei due giri finali si potrà permettere di guidare in scioltezza, amministrando il vantaggio conseguito.

Ci si avvicina all’epilogo e l’interesse si concentra solo su chi salirà nei restanti gradini del podio, visto che per quello più alto i giochi sono chiusi. Osnato e Cini nel penultimo giro riescono a sganciarsi dal folto gruppo degli inseguitori, prendendo un paio di secondi di vantaggio e giocandosi così la piazza d’onore a suon di sorpassi e controsorpassi, alla fine la spunta Osnato per soli 30 millesimi.

Il gioco degli scarti favorisce Cloroformio che si aggiudica campionato per trenta punti, sul podio anche Scalbi grazie al bel finale di stagione.

Classifica finale 600 Pro: 1. M. Cloroformio, p. 990; 2. P. Osnato, p. 960; 3. F. Scalbi, p. 860.



1000 Base

Con il titolo già matematicamente assegnato, con la gara del sabato, al quarantenne veneto Riccardo Chiesura (Kawasaki), la gara della 1000 Base, che ha aperto il programma del Mugello, avrebbe potuto risolversi in una semplice passerella. Ma, premesso che non è questo lo spirito che anima dal primo all’ultimo istante i protagonisti del Trofeo Italiano Amatori, la cronaca è stata comunque ricca di sorprese ed anche di autentici colpi di scena. Alla fine ha vinto il trentanovenne mestrino Fabio Porcelli (BMW) che ha bissato il successo del sabato e ha preceduto il neo-campione Chiesura ed il trentaseienne bresciano Daniele Ricci (BMW), tutti al primo anno di corse, ma il racconto è denso di accadimenti. Si parte sotto uno spesso strato di nubi e con un elevato tasso di umidità che, come frequentemente accade al Mugello ad ottobre, si condensa in una sorta di nebbiolina. La pista è bagnata, anche a causa della pioggia caduta nella serata di sabato, e la Direzione di gara dichiara dunque la “wet race” e assegna ai piloti due giri di allineamento, riducendo il confronto a nove tornate.

Il più veloce al via è proprio Porcelli che inizialmente riesce a distanziare tutti poi, alla terza tornata, viene ripreso da Chiesura: i due danno vita ad un duello molto spettacolare, caratterizzato da sorpassi e controsorpassi e da continui miglioramenti del tempo sul giro, favoriti anche dall’asfalto che va asciugandosi.

Alle loro spalle succede un po’ di tutto: in griglia non si presenta la wild card Alessandro Canevarolo (Kawasaki), quarto il sabato, e anche Marco Scagliarini (Aprilia) accusa un problema tecnico. Al secondo giro esce di scena il poleman Francesco Rigo (Ducati), quarto al primo passaggio, e protagonisti, con distacchi che si presentano comunque considerevoli fin dalle prime battute, diventano Ricci, la ventinovenne ticinese Bettina Pfister (Yamaha), tanto graziosa quanto irriducibile, la wild card Luca Tettoni (BMW), autore di una bellissima rimonta dalla 13.a posizione del primo giro, e gli emiliani Filippo Maria Fini (Honda) e Gianfranco Giorgini (BMW). Questi cinque piloti occuperanno le posizioni finali fino alla settima piazza dopo aver animato un gruppo in bagarre, composto addirittura da sette concorrenti; splendidi anche i duelli a due o in piccoli drappelli come quello tra Ricci, partito male e rimasto inizialmente impastoiato nel gruppo, e Pfister, anche lei imbottigliata alla partenza, poi prudente in mezzo alla bagarre, infine autrice della migliore gara dell’anno sulla pista che l’ha vista esordire, o quello tra Tettoni, Fini e Giorgini. Tra i grandi protagonisti di questa gara una citazione d’obbligo spetta al romano Tiziano Grilletto (Honda), 45 anni, al sesto mese di gare, inizialmente terzo, poi autore di un paio di dritti ma sempre coriacemente impegnato in veloci recuperi tanto da acciuffare una meritatissima nona posizione finale che non premia però a sufficienza le sue generosità e grinta.

I colpi di scena finali riguardano i due protagonisti per la vittoria: dopo aver segnato il giro più veloce (2’16”7), Porcelli si rende conto di aver calcolato male i consumi di carburante, deve pelare il gas, percorre addirittura la penultima Bucine in folle e viene sorpassato da Chiesura. Poi appare la bandiera rossa, per una scivolata senza conseguenze che vede però una moto sdraiata sull’asfalto, e tutti sono convinti che la classifica si riferisca all’ottava tornata, quella conclusa al comando da Chiesura. Invece la graduatoria corretta è quella del settimo giro e dunque Porcelli può festeggiare il bis, riconoscendo di aver goduto di una buona dose di fortuna. Chiesura digerisce la momentanea delusione e riprende quindi a festeggiare il titolo con il team SBK Gomme di Cuneo.

Classifica finale 1000 Base: 1. R. Chiesura, p. 1050; 2. F. Porcelli, p. 750; 3. ex equo D. Ricci e T. Grilletto, p. 630.



Classe 1000 Avanzata

Stefano Jondini (Kawasaki) è il campione 2016 della classe 1000 Avanzata, il titolo è arrivato dopo una gara accorta che lo ha visto controllare da vicino Emanuele Zambelli (BMW), l’unico pilota che poteva insidiargli il campionato. Per il ventisettenne emiliano era infatti fondamentale arrivare alle spalle di Zambelli per portare a casa il titolo alla sua seconda stagione nella velocità, dopo anni di supermotard.

A vincere la corsa è stato l’emiliano Davide Pezzi (Yamaha), in gara come wild card che, partito dalla prima fila con il terzo crono, è passato a condurre dopo poche curve, prendendo in mano le redini della corsa per non mollarle più fino alla bandiera a scacchi, dove è transitato con notevole margine sugli avversari. Tutto questo nonostante la frattura al polso destro, rimediata in occasione di una scivolata nel giro di ricognizione. Aiutato dai commissari, è ripartito schierandosi regolarmente al via e come detto ha vinto nonostante il dolore che è ulteriormente aumentato a fine corsa. Recatosi al medical center dell’autodromo, le radiografie hanno dato purtroppo esito positivo, costringendolo a uno stop di almeno 20 giorni. Alle sue spalle ancora una wild card, il potentino ventitreenne Fabio Varlotta (Yamaha) che di pochi millesimi ha preceduto Zambelli, al termine di un lungo testa a testa.

Allo start scatto perfetto di Cristian Toniolo (Kawasaki) dalla seconda fila, ma bastano poche curve e come detto Pezzi va in testa e saluta tutti, mentre Toniolo giro dopo giro perderà posizioni fino a terminare sesto, preceduto nell’ordine da Jondini e Gandini, risalito dalla ottava alla quinta posizione.

Ovviamente a termine di regolamento le wild card non prendono punti e così ai fini della classifica il primo è Zambelli, al quale però non bastano i 250 punti per scavalcare Jondini che, giunto alle sue spalle, mantiene il margine necessario per portare a casa il campionato.

Gara abbastanza incolore per Luca Pelabasto (BMW), pilota di alta classifica che ha particolarmente sofferto le condizioni umide della pista, tanto da terminare tredicesimo ma che è comunque riuscito a conservare il terzo gradino del podio in campionato per una manciata di punti su Toniolo.

Perso il titolo di un soffio, Zambelli si consola con le classifiche speciali, vince infatti sia la over 40 che quella degli pneumatici intagliati.

Classifica finale 1000 Avanzata: 1. S. Jondini, p. 980; 2. M. Zambelli, p. 940; 3. L. Pelabasto, p. 740.



1000 Pro

Con 200 punti di vantaggio su Mauro Petrignani (Aprilia), Yuri Vacondio (Kawasaki) sapeva da tempo che, al Mugello, nella settima ed ultima gara della stagione, il titolo della 1000 Pro avrebbe potuto solo perderlo. Quando poi si è concretizzata l’assenza dell’unico avversario in grado di impensierirlo, per il quarantaquattrenne reggiano l’impegno si è trasformato in una sorta di pura formalità. Ma, da irriducibile sportivo quale è, Vacondio si è impegnato comunque a fondo, ha mostrato anche sulla difficile pista toscana tutto il suo valore ed ha legittimato con una prova tirata fino agli ultimi metri un titolo che ha costruito gara dopo gara, andando in progressione e migliorandosi costantemente.

Sotto la bandiera a scacchi, su una pista ormai asciutta, è transitato per primo il giovane ligure Federico Napoli (BMW), 27 anni, partito dalla pole position con un ottimo 1’56”0 ed autore di una galoppata praticamente solitaria nel corso della quale ha segnato anche il giro più veloce, in 1’56”9. Ma sul secondo gradino del podio è salito proprio Vacondio che, a due giri dall’arrivo, nonostante avesse il campionato in tasca, è andato a riprendere un altro giovane, il pisano Simone Sbrana (Honda), e non ha rinunciato a guadagnare un’altra posizione, peraltro ininfluente per la graduatoria finale.

Alle spalle dei primi tre la gara è stata altrettanto combattuta: ad animarla ci hanno pensato il laziale Mirko Temporin (Yamaha) che, prima di ritirarsi proprio nelle ultime battute, aveva rimontato fino a porsi nella scia di Vacondio, e poi Iudica (Yamaha), Celoni (Yamaha) e Nicola Scagliarini (BMW), giunti in un fazzoletto dal quarto al sesto posto, al pari di Deimichei, Carinelli e Zamattia, tutti su Kawasaki, che hanno occupato le posizioni dalla settima alla nona, precedendo Boccadoro (BMW) che ha fatto parte del gruppo scatenato dei primi dieci.

Napoli ha realizzato la gara che si era prefissato: dopo aver saltato le prove libere per un problema meccanico, aveva disputato due sessioni di qualificazioni in crescendo ricavandone l’impressione di poter andare in fuga. Il “biondo” della Tecnobike così ha fatto, passando in testa al secondo giro e liberandosi progressivamente della compagnia di Sbrana. Per Napoli secondo successo consecutivo, sempre al Mugello, e soprattutto secondo posto in campionato.

A sua volta il toscano, nella vita di tutti i giorni cameriere di ristorante, resosi conto che perdeva qualcosa nel lungo rettilineo, si è impegnato al massimo nei numerosi tratti guidati ma un errore in una cambiata ha determinato la perdita di alcune frazioni di secondo che lo hanno allontanato dal leader e poi consentito a Vacondio di operare il ricongiungimento.

Per entrambi rimane qualche rimpianto per alcuni episodi che li hanno tenuti lontani dalla lotta per il titolo insieme però alla consapevolezza di non essersi mai risparmiati e di aver dato veramente tutto.

Vacondio ha finalmente messo le mani su un titolo della categoria Amatori nella quale ha esordito nel 2010, a 38 anni, e alla quale è rimasto fedele, sfiorando già del 2013 l’affermazione finale sempre nella 600 Pro.

Classifica finale 100 Pro: 1. J. Vacondio, p. 1050; 2. F. Napoli, p. 820; 3. M. Petrignani, p. 810.

::Trofeo Italia Amatori - Comunicato Stampa::




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